LA STORIA DI FRESHTAG

[03. Sicuro
È l’imballaggio sano e sicuro che protegge, in tutto il suo ciclo di vita, gli individui e le comunità. Sicuro è l’imballaggio che dà conto della propria tracciabilità, dei processi della sua filiera di produzione; è sicuro per ciò che riguarda la protezione del contenuto e la sua igienicità, sicuro durante il trasporto, così come durante l’uso. E questo per l’intero arco di vita dell’imballaggio.

La storia di FreshTag: un inchiostro intelligente per garantire la sicurezza alimentare

Tra le responsabilità del packaging, la sicurezza è certamente un valore che negli ultimi anni ha assunto particolare rilevanza, data la crescente preoccupazione per la salute da parte dei consumatori. L’imballaggio, in quanto oggetto d’uso, assicura infatti che il proprio contenuto sia conservato e protetto, senza subire danneggiamenti o deterioramenti a causa di aggressioni di tipo fisico, chimico e microbiologico, durante l’intero ciclo di vita del prodotto. La sicurezza offerta dal packaging è connessa alla sua natura di “scocca” del prodotto e comprende aspetti quali la tenuta stagna, l’asetticità, il mantenimento di particolari condizioni interne ecc., ma anche proprietà tecnologiche più evolute proprie, per esempio, degli imballaggi attivi e intelligenti.

A differenza di un packaging attivo, che modifica le condizioni dell’alimento confezionato in modo da estenderne la durata della conservazione (shelf-life) e assicurarne la qualità, un packaging intelligente non agisce direttamente sulla conservazione del proprio contenuto, ma svolge un compito comunque rilevante: monitorare le condizioni al proprio interno, fornendo informazioni utili sia durante il trasporto che la distribuzione al consumatore. Questo avviene grazie a dispositivi che danno riscontri in tempo reale sullo stato di prodotti freschi come frutta, verdura, carne e pesce, comunicando possibili problemi, dall’interruzione della catena del freddo al deterioramento dell’alimento.

FreshTag è una start-up fondata a Londra dalla designer Rui Xu, che a partire dal proprio progetto di laurea sviluppato nel 2019 presso il Royal College of Art, ha creato un’etichetta intelligente che cambia colore quando con il passare del tempo o a causa di un cambiamento nelle condizioni di conservazione, si riduce la freschezza del cibo.

Il sistema di monitoraggio di FreshTag reagisce ai cambiamenti biochimici e microbiologici che avvengono nell’alimento e ne comunica la freschezza, segnalando il cambiamento di stato da “best before” (da consumarsi preferibilmente entro), a “use-by” (da consumarsi entro), fino a “don’t eat” (da non consumare), mediante variazioni cromatiche nell’etichetta. FreshTag si basa su un sistema di rilevamento sensibile al pH e può essere integrato in dispositivi a contatto con gli alimenti, come film ed etichette, che possono così segnalare quando un prodotto è sicuro o no da mangiare, riducendo i rischi per la salute delle persone e allo stesso tempo evitando gli sprechi di cibo e le conseguenze ambientali che essi comportano.

 

In una intervista rilasciata per Packaging Europe, Rui Xu sottolinea che la data di scadenza si riferisce a un prodotto correttamente conservato e la durabilità effettiva di un alimento in realtà può variare considerevolmente a seconda di diversi fattori interni ed esterni, come le condizioni di conservazione (temperatura, umidità) oltre al processo di deterioramento proprio di ciascun prodotto. Inoltre, la freschezza del cibo cambia quando la confezione viene aperta ed è esposta all’ossigeno o a contaminanti esterni, che possono portare ad un decadimento accelerato dell’alimento, soprattutto nel caso del pesce, la cui alterazione può causare possibili intossicazioni alimentari.

Il sistema di monitoraggio di FreshTag si basa su un inchiostro che cambia colore in presenza di ammoniaca e anidride carbonica. Questo speciale inchiostro può essere stampato su supporti flessibili di carta e plastica grazie a un tradizionale processo a getto d’inchiostro.

La ragione per cui viene utilizzata la stampa ink-jet invece di altre soluzioni già presenti sul mercato – spiega Rui Xu in una intervista per la piattaforma Next Nature – è la sua semplicità di applicazione: l’inchiostro può essere facilmente stampato su carta e plastica, trasformando così un supporto flessibile in un sistema di monitoraggio intelligente che segnala lo stato di conservazione del cibo. Secondo la sua creatrice, lo speciale inchiostro sensibile al pH è stato inoltre ottenuto utilizzando solamente ingredienti naturali di origine vegetale.
Per gli sviluppi futuri di questo sistema, che per il momento è ancora in fase di prototipazione e test, considererà anche l’aggiunta di altri additivi, per esempio conservanti naturali che contribuiranno a migliorare la durabilità dei prodotti alimentari e a ridurre la crescita di alcuni microrganismi. Dal punto di vista commerciale, l’obiettivo è quello di rendere flessibile l’applicazione alle diverse tipologie di imballaggi per alimenti e bevande, garantendo una adeguata personalizzazione per le marche che vorranno adottare questo sistema di monitoraggio per i propri prodotti freschi.

La speranza – ha dichiarato Rui Xu – è che in futuro, ogni famiglia possa acquistare un FreshTag al supermercato e utilizzarlo a casa come sistema per testare la freschezza dei prodotti all’interno del proprio frigorifero o della propria dispensa.
In questa prospettiva, il progetto FreshTag mostra come nel packaging le funzioni d’uso siano strettamente connesse a quelle informative: la sicurezza del prodotto, che è garantita dalla dimensione strumentale, viene resa esplicita e manifesta dalla dimensione comunicativa, avvisando il consumatore e aiutandolo a prendere delle decisioni consapevoli e responsabili riguardo all’alimentazione e alla salute. L’imballaggio accentua, in questo senso, la propria responsabilità etica e il ruolo che assume come “mediatore” e facilitatore: il packaging favorisce infatti la relazione del consumatore con il prodotto, creando un “ponte” e avvicinando due realtà – produzione e consumo – ancora troppo spesso distanti, a causa della mancanza di una adeguata conoscenza degli alimenti e la comprensione non sempre così immediata delle informazioni a essi riferite.