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È la Rassegna Scientifica Internazionale della Fondazione Carta Etica del Packaging.
Pubblicazione bimestrale in cui sono presentati 7 articoli multidisciplinari, afferenti al packaging, selezionati da diverse riviste del mondo scientifico digitale.

In questo numero:

 

Determinazione di elementi inorganici in imballaggi alimentari di carta utilizzando tecniche convenzionali e in varie matrici utilizzando la spettrometria di emissione atomica al plasma a microonde (MP-AES): una revisione.

La carta, uno dei materiali di imballaggio più utilizzati al mondo, deve le sue proprietà al suo componente principale: il legno. Le variazioni delle specie legnose provocano variazioni nelle proprietà meccaniche della carta. L’industria della produzione di cellulosa e carta è nota per essere un’industria inquinante e un consumatore di una grande quantità di energia, ma rimane un’industria pesante essenziale a livello globale. La produzione di carta, basata in gran parte sul processo kraft, è destinata principalmente al settore dell’imballaggio alimentare e, pertanto, è associata a rischi di contaminazione. La mancanza di normative standardizzate e le diverse tecniche analitiche utilizzate rendono complesse le informazioni sull’argomento, in particolare per gli elementi inorganici dove
sono disponibili poche informazioni in letteratura.

 

https://www.mdpi.com/2673-4532/6/4/41

 

 

Compositi di origine biologica da amido e farina di noccioli di mango.
L’amido rappresenta un’alternativa promettente ai polimeri derivati dal petrolio grazie alla sua biodegradabilità e alla sua natura rinnovabile. Tuttavia, il suo diffuso utilizzo in applicazioni non alimentari solleva preoccupazioni etiche. I semi di mango, un importante sottoprodotto della lavorazione del mango, rappresentano una fonte di amido abbondante ma sottoutilizzata. Questo studio esplora lo sviluppo di biocompositi estrusi, utilizzando amido di mais e farina di semi di mango (MKF) come alternativa più sostenibile.

 

https://www.mdpi.com/2673-8783/5/4/64

 

 

Materiali intelligenti avanzati di origine biologica per il confezionamento alimentare: applicazioni, sicurezza e sostenibilità.

I maggiori problemi che l’umanità deve affrontare oggi sono la sicurezza alimentare, la protezione e la gestione dei rifiuti, nonché gli impatti dannosi del cambiamento climatico ambientale. Pertanto, lo sviluppo di tecnologie intelligenti relative alla salubrità dei prodotti alimentari o al loro spreco è essenziale. Le plastiche a base di petrolio utilizzate nei materiali di imballaggio alimentare, che hanno recentemente sollevato numerose preoccupazioni in merito all’inquinamento ambientale e alla salute dei consumatori, potrebbero essere sostituite in futuro da queste tecnologie.

 

https://www.mdpi.com/2304-8158/14/20/3462

 

 

Film a doppio strato a base di complesso furcellarano/chitosano: caratteristiche strutturali e funzionali dei materiali di imballaggio.
Questo studio ha coinvolto la creazione e la caratterizzazione di film a doppio strato a base di complessi di furcellarano (FUR) e chitosano (CHIT)-furcellarano. Sebbene i film di chitosano siano ampiamente descritti, una doppia membrana CHIT-FUR con elevata solubilità e permeabilità al vapore acqueo è raramente riportata in letteratura. I film a doppio strato ottenuti hanno il potenziale per sostituire le plastiche tradizionali negli imballaggi alimentari e possono anche fungere da nuovo materiale per capsule medicinali nell’industria farmaceutica.

 

https://www.mdpi.com/1422-0067/26/20/10049

 

 

Acido ferulico e acido poliferulico nei polimeri: sintesi, proprietà e applicazioni.

L’acido ferulico (FA), insieme ai suoi polimeri e derivati, sta attirando una crescente attenzione come elemento costitutivo di materiali polimerici avanzati sostenibili grazie alla sua origine rinnovabile, all’attività antiossidante intrinseca e al potenziale di biodegradabilità. Vengono discusse le caratteristiche fisico-chimiche di questi materiali, con particolare enfasi sulla stabilità termica, sulle prestazioni antiossidanti, sul rilascio controllato di agenti attivi e sul loro impatto sulle proprietà meccaniche e di barriera delle matrici polimeriche. Inoltre, vengono esaminati i principali domini applicativi, tra cui la biomedicina, l’imballaggio alimentare e l’ingegneria ambientale, evidenziando sia i vantaggi che gli attuali limiti associati all’utilizzo di FA.

 

https://www.mdpi.com/2073-4360/17/20/2788

 

 

Riciclo di tappi di bottiglia in HDPE post-consumo in nuovi tappi per il contatto con gli alimenti.

I tappi in HDPE vengono raccolti insieme alle bottiglie in PET, che da decenni vengono riciclate in nuove bottiglie. A causa dei sistemi di restituzione del deposito, i tappi delle bottiglie sono ordinati per tipo e sono adatti per essere riciclati nuovamente per applicazioni sensibili, ad esempio il contatto con gli alimenti. Sebbene esistano criteri di valutazione per i processi di riciclo meccanico del PET, non sono stati pubblicati criteri di valutazione per i tappi in HDPE riciclato a contatto con gli alimenti. Le efficienze di pulizia richieste rientrano in un intervallo tecnicamente fattibile per gli odierni processi di riciclo meccanico dell’HDPE. I criteri di valutazione possono essere utilizzati per una valutazione preliminare dell’HDPE riciclato post-consumo a contatto con gli alimenti. Sulla base della valutazione, il riciclo dei tappi in HDPE deve essere presentato come nuova tecnologia ai sensi del R. (UE) 2022/1616.

 

https://www.mdpi.com/2313-4321/10/6/197

 

 

Waste-Driven Design (WDD): un approccio transdisciplinare allo sviluppo delle materie prime: uno studio di caso sulla trasformazione degli scarti degli imballaggi alimentari in un materiale di seconda generazione.

Questo lavoro indaga le potenzialità progettuali dei rifiuti plastici post-consumo attraverso il metodo Waste Driven Design (WDD), sviluppato presso l’Università IUAV di Venezia e implementato sia in contesti sperimentali che semi-industriali. WDD propone un approccio localizzato e transdisciplinare, in cui i rifiuti non sono più considerati come un materiale da scartare, ma come una risorsa da esplorare, trasformare e valorizzare. Vengono esaminate le fasi del processo, dalla raccolta e catalogazione dei rifiuti alla produzione delle lastre pressate, che vengono testate in varie condizioni e finiture.

 

https://www.mdpi.com/2071-1050/17/20/9144

 

 

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